10 Buone abitudini giornaliere

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10 Buone abitudini giornaliere

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10 Buone Abitudini Giornaliere

UN LIMONE AL GIORNO

Il limone è un alimento caratterizzato dalla presenza di acido citrico, sostanza che, per una serie di meccanismi biochimici a livello cellulare, può considerarsi un generatore di energia. É inoltre ricco di vitamina C (acido ascorbico), che è un potente antiossidante. L’energia che può utilizzare l’organismo, per promuovere le proprie funzioni, è il prodotto della trasformazione delle sostanze nutritive ingerite e dell’ossigeno introdotto con la respirazione grazie a un processo organico detto ciclo di Krebs, che avviene all’interno delle cellule. L’acido citrico contenuto nel limone attiva il ciclo di Krebs, che attraverso certi meccanismi lo trasforma in adenosintrifosfato (ATP). Questa sostanza viene immagazzinata all’interno dei mitocondri di ogni cellula, aventi forma simile a termosifoni, e serve a immagazzinare energia. L’ATP è energia.

CONSUMARE AGLIO QUOTIDIANAMENTE

Assunto abitualmente, crudo o cotto, l’aglio previene le forme influenzali in virtù del suo potere antibiotico, è un antivirale naturale; giova alla pelle per lo zolfo contenuto, alle unghie e ai capelli per il silicio, oltre che per l’azione della vitamina B1 utile alla pelle, alle unghie, ai capelli e al cervello, dato che rinforza la memoria.

USARE LO ZUCCHERO E NON I DOLCIFICANTI

Lo zucchero è un alimento utile al cervello e alle attività dello stesso. Sostanza essenziale del fegato, che se ne giova per adempiere le sue funzioni; infatti, un cucchiaino di zucchero addizionato al caffè viene immediatamente utilizzato dall’organo per il proprio fabbisogno metabolico. I dolcificanti, seppur vantino un apporto calorico inferiore e un gusto molto più dolce rispetto allo zucchero, sono nocivi all’organismo. L’aspartame, composto da acido aspartico, felilalanina e metanolo, è causa di mal di testa, vertigine, nausea, intorpidimento, spasmi muscolari, depressione, perdita di capelli, palpitazioni, difficoltà respiratorie ecc. (effetti negativi evidenziati dal rapporto della statunitense FDA). Le sostanze contenute nell’asportare interferiscono sul tono dell’umore e sul comportamento (risultati emersi dalle ricerche di Richard Wurtma nel 1984). Ulteriori indagini hanno evidenziato effetti cancerogeni degli edulcoranti artificiali.

BERE QUANDO SI HA SETE

L’assunzione di liquidi in eccesso può mettere in difficoltà l’organismo. La sensazione di sete è il segnale dell’esigenza organica di acqua; pertanto, bere forzatamente una certa quantità di liquidi durante la giornata, sebbene faccia aumentare la diuresi, sovraccarica il lavoro renale è così costretto a smaltire un’incombente percentuale di sali introdotti con una ”forzatura”, senza che si rispetti il suo lavoro fisiologico. L’acqua è comunque contenuta negli alimenti, sopratutto nelle verdure crude, sotto forma di acqua di vegetazione, quasi distillata, che, simile ai fluidi biologici, migliora il ricambio osmotico, favorendo la mobilizzazione dell’accumulo di liquidi a livello dei comparti periferici, approvvigiona l’organismo, rispetta le funzioni organiche e favorisce la diuresi in modo fisiologico.

CONSUMARE LA FRUTTA A FINE PASTO

La frutta è un alimento digestivo, sopratutto quella più acida (fragole, kiwi, pompelmo, frutti di bosco ecc.). Caratterizzata dalla presenza di zuccheri semplici rappresentati dal fruttosio, a frutta è ricchissima di acidi che hanno hanno azione sterilizzante; questi, nello stomaco, stimolano nuovamente la produzione di succhi gastrici e fanno da spazzino dell’intestino. Per questo motivo la frutta consumata all’inizio del pasto può dare acidità: lo stimolo sui succhi gastrici è tale che l’alimento successivo non è in grado di riassorbire la secrezione dei suddetti succhi gastrici.

CIBI SALATI A MERENDA

Pane e prosciutto crudo o pane, pomodoro, olio e sale o pane olio sale o bruschetta. Il moneto dello spuntino e quello della merenda corrispondono rispettivamente, alle undici di mattina e alle cinque del pomeriggio, orari critici per il pancreas (responsabile dell’equilibrio degli zuccheri), che è al massimo della sua funzione e che verrebbe ulteriormente stimolatodall’assunzione di qualcosa di solfe: l’apporto di zuccheri stimolerebbe una maggiore produzione di insulina, provocando un appetito irrefrenabile.

VARIARE SEMPRE GLI ALIMENTI E CONSUMARE QUELLI DI STAGIONE

La varietà degli alimenti fornisce al corpo una moltitudine di sostanze di natura diversa necessarie a metabolismi differenti, il contrario sarebbe inutile all’organismo; inoltre, la somministrazione dei medesimi alimenti e quindi degli stessi nutrienti, che l’organismo utilizza in un primo tempo, si tradurrebbe in accumulo a livello adiposo, perché esso non riuscirebbe a utilizzare le sostanze assunte oltre il fabbisogno. La scelta degli alimenti di stagione è un vantaggio per fornire al corpo le risposte nutrizionali adeguate alle variazioni climatiche delle diverse stagioni.

NON MASTICARE GOMMA AMERICANA

La masticazione automatica della gomma americana (chewing-gum) crea quasi un’autoipnosi. La ripetitività della masticazione attiva continuamente la produzione di succhi gastrici, stimola la fame, provocando in casi estremi la gastrite. Inoltre, va tenuta in considerazione la presenza nelle gomme da masticare di coloranti artificiali, additivi, aromi naturali, zuccheri chimici.

CONSUMARE VERDURA COTTA A CENA
La verdura cotta, la cui vitalità è stata attenuata dalla cottura, è più sedativa di quella cruda e ha la capacità di stimolare le difese organiche; infatti durante la notte l’organismo si rigenera attraverso un lavoro di riequilibrio e di pulizia, quindi la verdura cotta è un alimento ottimale.

EVITARE LA PENTOLA A PRESSIONE E QUELLE IN TEFLON

La pentola a pressione, entrata nell’uso comune, ha solo il vantaggio di ridurre i tempi di cottura (più il tempo si allunga, più gli alimenti si degradano), vantaggio che però si annulla considerando l’elevato innalzamento della temperatura (superiore a quello delle comuni pentole) che destruttura maggiormente le componenti nutrizionali degli alimenti. Nelle pentole ”tradizionali” si evita l’eccessiva dispersione dei nutrienti contenuti negli alimenti. Le pentole rivestite di teflon possono essere nocive perché usurandosi tendono a perdere il rivestimento, che rischia di essere ingerito.

Fonte: Manuale pratico di rimedi naturali