Combinazioni alimentari per un sano e corretto equilibrio alimentare

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Combinazioni alimentari per un sano e corretto equilibrio alimentare

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Molte persone pensano che migliorare la propria alimentazione significhi semplicemente ridimensionare o eliminare il consumo della carne, sostituire i cereali raffinati con quelli integrali, eliminare lo zucchero al favore del miele, non consumare cibi artificiali o denaturati…

Tutto questo è indispensabile. Eppure molte volte i gonfiori addominali, le digestioni lunghe e difficili, la stitichezza, i bruciori di stomaco, le emorroidi continuano imperterriti ad affliggere lo sfortunato (e spesso volenteroso) paziente. Oltre a ricercare una buona qualità e ridimensionare la quantità dei cibi ingeriti, è fondamentale associarli in maniera corretta. 

Combinare correttamente gli alimenti che introduciamo nel nostro corpo è infatti il primo passo per ristabilire un sano e corretto equilibrio alimentare. Lo sforzo, che pare difficile all’inizio ma poi immediato dopo un po di “pratica”, deve essere quello di abbinare all’interno dello stesso pasto alimenti che stiano bene assieme, che richiedano cioè modalità digestive analoghe.

Quali sono i vantaggi?

Molti, sia perché il nostro benessere psicofisico che per la nostra linea. Incominciare intanto con un solo piatto forte a pasto (un solo primo oppure un solo secondo) e accompagnarlo con una gran quantità di verdure crude e cotte nella maniera più varia è un buon inizio.

Cosa succede associando scorrettamente gli alimenti?

  • Prolungamento della digestione: fino a 5 ore nello stomaco e oltre 70 ore nel tratto gastrointestinale.
  • Deterioramento del cibo ingerito per fermentazione e putrefazione.
  • Scomposizione incompleta dello stesso, con permanenza di particelle non digerite.
  • Moltiplicata produzione di scorie tossiche.
  • Assimilazione solo parziale dei nutrienti.
  • Spreco di energia dell’organismo, costretto a prolungare per ore la sua funzione più impegnativa.
  • Sviluppo di disturbo e malesseri (aerofagia, acidosi, flatulenza, stanchezza e il classico torpore del dopo pranzo) fino al verificarsi di disturbi persistenti e cronici.

Cosa succede se il cibo è combinato correttamente? 

  • Completa assimilazione e utilizzo dei nutrienti.
  • Aumento di benessere fisico e psichico, miglior equilibrio.
  • Maggior efficenza ed energia: l’organismo è meno impegnato nella fatica digestiva.
  • Migliore assimilazione e rafforzamento delle difese.
  • Minor produzione di tossine e loro veloce smaltimento.
  • Raggiungimento e mantenimento del proprio peso forma

Le regole per la giusta combinazione

Quando il pasto è troppo complesso -si pensi a un normale pranzo usualmente composto da un primo piatto di cereali, un secondo piatto di proteine cui spesso seguono la frutta e magari anche un dolce- la digestione è lunga, difficoltosa è incompleta. I residui di cibo non ben digerito innescano facilmente nell’intestino dei processi fermentativi e putrefattivi durante i quali si sviluppano gas e altre sostanze tossiche. La diffusione nel corpo di questi prodotti coincide con l’indebolimento delle difese organiche e richiede successivamente un impegno notevole degli organi di depurazione, fegato e reni inanzitutto. La temperatura addominale interna aumenta in modo eccessivo, a motivo della congestione sanguigna necessaria a superare l’ostacolo digestivo, e favorisce così il proliferare di germi patogeni. Tutti gli elementi fin qui ricordati sono all’origine non solo di disturbi riferibili propriamente alla funzione digestiva- dalla cefalea alla sonnolenza postprandiale, dalla bocca impastata alle eruttazioni acide, dai gonfiori addominali alla stitichezza e alla diarrea…- ma anche a di patologie che colpiscono organi apparentemente “slegati” dall’addome come il naso (raffreddori), la gola (tonsilliti, faringiti), l’orecchio (otiti), l’apparato genitale e urinario (vaginiti,cistiti).

  • Non mescolare carboidrati e proteine

All’interno dello stesso pasto non vanno consumati carboidrati e proteine: è meglio destinare i primi al pranzo e i secondi alla cena o viceversa. I motivi sono;

  1. I carboidrati complessi (cereali 3 derivati, patate….) necessitano di enzimi, acidità delle secrezioni gastriche e tempi di elaborazione diversi rispetto alle proteine.
  2. Quando questi principi nutritivi sono presenti insieme nello stomaco inizia il primo conflitto.
  3. I carboidrati semplici ( contenuti in miele e frutta) in pratica non dovrebbero sostare nello stomaco; le proteine invece si, è a lungo.

  • Non mescolare proteine e proteine 

Non bisogna abbinare nemmeno proteine e proteine: addio dunque, se già non l’abbiamo fatto a uova e legumi, a carne e formaggi insieme. I motivi principali sono:

  1. La digestione delle proteine è particolarmente laboriosa.
  2. La loro struttura e composizione in amminoacidi è molto diversa (da quella dei legumi piuttosto che da quella della carne, quella del formaggio piuttosto che dell’uovo).
  3. Per sciogliere i legami all’interno delle diverse molecole proteiche e liberare gli amminoacidi costituenti sono necessari processi chimici differenziati e complessi.
  4. Gli amminoacidi non liberi non vengono assimilati e risultano perciò inutilizzabili.

  • Non mescolare carboidrati con carboidrati

Sarebbe meglio evitare anche carboidrati con carboidrati, e questa èl’unica regola “morbida”. I motivi sono:

  1. L’elaborazione degli zuccheri complessi inizia già in bocca, per poi proseguire nello stomaco e infine nell’intestino.
  2. I carboidrati semplici devono invece raggiungere velocemente l’intestino tenue, dove vengono trasformati in glucosio e quindi assimilati.
  3. Introducendo più tipi di carboidrati complessi (patate, cereali, pane ecc.), è facile oltrepassare il fabbisogno specifico di questi alimenti.


Esempi di possibili combinazioni

Fonte: “il libro completo dei rimedi naturali”